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Ciarpame, quisquilie, pinzillacchere.
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Non sono i diritti ad essere insaziabili, lo è la pretesa dell’economia di stabilire quali siano i diritti compatibili con essa. Quando si ritiene che i diritti sono un lusso, in realtà si dice che sono lussi la politica e la democrazia.

Ideologico? Certo, perché no? Alla faccia di chi usa il termine come una parolaccia.

Perché i diritti non sono un lusso in tempo di crisi - Repubblica.it

In primo luogo, come è accaduto per il provvedimento che ha aumentato di ottanta euro gli stipendi mensili di una platea ristretta di lavoratori, c’è da aspettarsi che l’aumento delle retribuzioni non si traduca in misura significativa in un aumento dei consumi. Ciò a ragione del fatto che, con aspettative pessimistiche, l’aumento dei salari può tradursi semmai in maggiori risparmi a fini precauzionali. L’ISTAT attesta un aumento della propensione al risparmio e un aumento dei risparmi complessivi, che sono passati dai 20 miliardi del 2012 ai 26 miliardi di euro nel primo trimestre del 2014, con un incremento del 26.7% in termini reali, e a fronte della riduzione dell’1.2% dei redditi disponibili nel medesimo periodo e della riduzione del tasso di inflazione. Si tratta, con ogni evidenza di risparmio precauzionale finalizzato a far fronte a eventi futuri percepiti come sempre più incerti, soprattutto in considerazione del fatto che i tassi di interesse sui depositi a breve termine sono irrisori. A ciò si può aggiungere che, con tassazione effettiva o attesa in aumento, la probabilità del verificarsi di questo effetto è ancora maggiore.

In secondo luogo, il provvedimento si configura come anticipazione del salario differito e, dunque, non è una fonte aggiuntiva di reddito [1]. Si può osservare che l’impatto della misura potrebbe essere molto modesto, per quanto attiene alla crescita dei consumi, in considerazione della duplice constatazione che la propensione al consumo tende a essere più elevata per gli individui più giovani[2] e che, in Italia, è estremamente ristretta la platea di lavoratori giovani che potrebbero usufruire dell’anticipazione del TFR.

Un interessante pezzo che dà una chiave di lettura del perché non solo gli 80€ ma anche il TFR in busta paga non siano misure che da sole possano fare ripartire la domanda interna, mentre (aggiungo io) il complesso dei provvedimenti sul mercato del lavoro, per ora chiari solo nelle linee guida ma non nei dettagli, aggiunge ulteriori incertezze e dubbi.

Ah, dimenticavo, una volta gli 800 mila posti di lavoro ipotizzati da Padoan, non molto diversi dal milione di Berlusconi, sarebbero stati derisi e sbeffeggiati da molti dei sostenitori odierni di Renzi.

Tfr in busta paga: un magistrale esercizio di marketing politico - micromega-online - micromega

Il motivo è assai serio: la nomina a insegnante di religione di Alfredo Celeste, l’ex sindaco del primo comune in Lombardia sciolto per mafia. Che oggi è imputato per corruzione in un processo sui rapporti tra la politica e la ‘ndrangheta ed è sottoposto alla richiesta di “sorveglianza speciale per tre anni con obbligo di soggiorno, in quanto soggetto socialmente pericoloso”, misura voluta dalla Direzione distrettuale antimafia. Tutto questo perché Celeste ha per anni frequentato persone accusate di appartenenza o vicinanza con i clan calabresi. Una brutta tegola sulla testa di Ermanno Puricelli, preside del liceo europeo di Arconate, comune di 6 mila abitanti in provincia di Milano. Che reagisce: “La scuola è stata messa in una situazione inaccettabile. Qui c’è un problema di grande rilievo: non si tratta di una lite di condominio, ma del primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose. La Curia torni sui suoi passi. C’è un confine culturale che merita di essere presidiato: Insegniamo la legalità, ai nostri studenti dobbiamo garantire docenti che siamo al di sopra di ogni sospetto. Nel caso del professor Celeste questa condizione non è data”.

“In generale sono in diminuzione i tempi di attesa, pur persistendo una non trascurabile variabilità fra le regioni. Il primo monitoraggio capillare sui punti IVG e l’obiezione di coscienza, effettuato su tutto il territorio dall’approvazione della L.194/78, conferma quanto osservato nella precedente relazione al parlamento: su base regionale non emergono criticità nei servizi di IVG. In particolare, emerge che le IVG vengono effettuate nel 64% delle strutture disponibili, con una copertura soddisfacente, tranne che in due regioni molto piccole”

Il 64% delle strutture pubbliche? Non sembra qualcosa di cui essere fieri. Ricordiamo che la legge 194 permette l’obiezione personale e non di struttura: “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure”. Il 36% delle strutture si sottrae dunque illegalmente dal garantire l’IVG?
La “non trascurabile variabilità” significa che la garanzia del servizio è gravemente eterogenea, e che a volte le liste di attesa e l’assenza del personale comportano difficoltà rilevanti o addirittura l’impossibilità di ottenere una IVG.

Scoppia la bolla del settore sanitari?

In questi anni di presunte riforme, non assistiamo soltanto al disastro (certo più grave) della scuola italiana, ma a quello di tutta la scuola occidentale. In Gran Bretagna, il governo ha reso facoltativo, nel programma dei ragazzi più adulti, lo studio delle lingue straniere: questo studio - sostiene il Ministro - non serve più a niente, visto che, nel mondo, tutti letteralmente tutti, parlano e scrivono inglese. Per una volta, il ministro inglese è più sciocco di quello italiano: poiché immagina che la conoscenza di un’altra lingua sia soltanto un fatto utilitario: mentre arricchisce il lessico, la fantasia e l’intelligenza di chi la apprende. Il secondo esempio è ridicolo. Da qualche anno, gli studiosi di storia medioevale non conoscono più il latino di Gregorio di Tours o di Liutprando o di san Francesco. Anche questa conoscenza, suppongo, viene considerata inutile. Non è necessario conoscere un testo medioevale latino: bastano le traduzioni.

Un evento ancora più grave minaccia l’intera società occidentale. Le fabbriche americane o inglesi o francesi o italiane non producono più automobili o scarpe in Europa: le producono in Cina o in India; mentre l’Occidente è rimasto la sede della pura attività finanziaria ed economica. Così, in pochi anni, l’Europa ha perduto una vocazione essenziale: quella di costruire una seggiola, o un tavolo, o una lavatrice, o un computer. Non sappiamo più leggere, né scrivere, né conoscere le lingue straniere, né comporre un lavoro qualsiasi. Un tempo, l’Occidente era il luogo dell’esperienza e dell’avventura. Oggi, siamo diventati quello del niente e del vuoto.

Vedo commenti vari su fatti differenti, dal razzismo, a un supposto e (a mio modesto parere) farneticante conflitto tra diritti… il tutto condito dai commenti sulla una legge di stabilità che, alla faccia del cambiare verso, prosegue sulla linea di ritrarre ciò che è pubblico delegando al privato le iniziative per lo sviluppo. Le tesi di Melania Mazzucato mostrano chiaramente che il re è nudo, non ci sono scuse: un pubblico autorevole realizza opere rivoluzionarie, ma le semplificazioni e l’ignoranza ne attribuiscono il merito a chi si è limitato a sfruttarle commercialmente.

Il pezzo qui sopra esprime perfettamente il mio pessimismo attuale: siamo diventati il luogo del niente.

Perché ormai i nostri ragazzi pensano che studiare sia inutile - Repubblica.it

Some photos really have a huge evocative power…

Physical metaphors that simply don’t hold…

«C’è il rammarico – continua il direttore generale - di non essere riusciti, per la mancanza di norme di riferimento, a estendere l’assicurazione medica anche al personale docente e ricercatore. In ogni caso stiamo studiando possibili soluzioni, non è escluso che in futuro la copertura possa riguardare tutti».

Al di là di tutto… la notizia, in sostanza, mi pare positiva, sono contento per i colleghi tecnici-amministrativi… ma chi scrive i titoli dovrebbe essere un minimo più attento.

Milano-Bicocca, assicurazione medica per tutto il personale - Università degli Studi di Milano-Bicocca

D’altronde, rispetto al marzo 2013, all’indomani delle elezioni politiche, il profilo politico di Renzi, fra gli elettori è cambiato profondamente. La fiducia nei suoi confronti, fra coloro che si definiscono di Sinistra: dall’84% è scesa al 62%. Venti punti in meno. Ma ne ha recuperati, in parallelo, dieci fra quelli di Destra. Mentre fra quelli di Centrosinistra si conferma all’80%. E nella base elettorale del Centro e del Centrodestra oscilla fra il 60 % e il 70%; in sensibile ri-crescita, comunque, rispetto a un mese fa. Anche per questo, il premier si è dimostrato cauto, e quasi elusivo, sul riconoscimento dei matrimoni gay celebrati all’estero. Cui si è opposto il ministro Alfano, leader del NCD. Perché è un tema sensibile, che, come mostra il sondaggio di Demos, ottiene un consenso crescente, fra gli italiani. Ma rischia di dividere il PDR, al suo interno. E, soprattutto, di “dividerlo” dagli alleati e dal Centrodestra.

Della serie “Große Koalition” come metodo per governare i prossimi vent’anni.

Consenso in ripresa, il premier sale al centro. Pd oltre il 41%, in affanno Forza Italia - Repubblica.it